Ciao a tutti, ho pensato di creare questa pagina per far conoscere un po' meglio la tecnica della pittura su porcellana a terzo fuoco, ma tengo a precisare che il mio e' solo un hobby e che non ho la presunzione di insegnare a nessuno una tecnica che nemmeno io ritengo di conoscere cosi' bene.

Vorrei cominciare con una breve precisazione Io sono diplomata in ragioneria, quindi non ho nessuna base di studi artistici alle spalle, ma mi sono accostata alla pittura sulla porcellana seguendo il consiglio di un'amica. Ho sempre amato molto il disegno e la pittura che fin da piccola ho praticato a livello dilettantistico e nel corso degli anni ho sperimentato da autodidatta varie tecniche, ma nessuna mi ha conquistato tanto quanto la decorazione su porcellana. Da poco più di due anni ho raccolto in questo sito web le foto dei miei lavori, che sono il frutto di circa 15 anni di prove e sperimentazioni, dai primi meno riusciti agli ultimi eseguiti con mano più ferma e sicura. Sono ancora lontana dalla vera padronanza di questa arte e sono ancora molte le tecniche diverse che potrei imparare, ma i risultati sono ugualmente molto soddisfacenti. Il mio desiderio e' quello di spiegare la tecnica utilizzata per questo tipo di decorazione e forse, se lo desiderate, accompagnarvi passo dopo passo nella realizzazione di un oggetto dipinto da voi. Non so se riusciro' ad assolvere a tale incarico, anche perche' il materiale necessario e' piuttosto costoso e la tecnica abbastanza impegnativa, ma mi riterro' soddisfatta se riusciro' anche solo ad incuriosire abbastanza qualcuno di voi, tanto da spingerlo a cercare un corso di pittura a terzo fuoco.

Iniziamo con alcune semplici spiegazioni. La ragione del nome pittura a terzo fuoco e' data dal fatto che il colore dato sulla porcellana viene fissato con la cottura in forno a circa 700/800 gradi; ed in realta' questa e' la terza cottura che il pezzo subisce. Infatti la prima cottura viene eseguita per cuocere l'oggetto grezzo di porcellana e dare la caratteristica durezza, la seconda cottura per applicare uno strato di cristallina che gli conferisce brillantezza. Dopo le prime due cotture si ha il pezzo bianco pronto ad essere decorato. In passato la pittura a terzo fuoco era nata per correggere e coprire eventuali difetti di fabbricazione, ma con il tempo tale decorazione si e' evoluta sino a raggiungere standard molto elevati e a realizzare veri capolavori conservati in musei di tutto il mondo. Oggi la pittura su porcellana, grazie anche ai molti materiali a disposizione, permette di creare opere molto varie e diversificate, dalle stoviglie piu' comuni a vere e proprie opere di gioielleria. Inoltre, chiunque con un po' di studio e pazienza puo' avvicinarsi a questa tecnica traendone molte soddisfazioni e, cosa ancora piu' importante, molte ore serene e rilassanti.

Materiali necessari

- Pennelli sintetici di varie misure

- Pennello piatto (per tamponature)

- Colori in polvere per pittura a terzo fuoco, in genere sono venduti al grammo in piccoli contenitori o bustine

- Spatola di metallo (per amalgamare il colore) - Matita grassa (per disegnare sulla porcellana) - Essenza grassa (per sciogliere il colore)

- Essenza di Trementina (per amalgamare il colore e pulire i pennelli)

- Essenza di Lavanda (per diluire il colore)

- Penna con pennini di ricambio

- Fogli di carta da lucido

- Carta Grafitata o carbone nera (anche se in realtà è sconsigliata dai maestri)

- Lastra di vetro (che funge da tavolozza per i colori)

- Contenitore per tavolozza (meglio se di metallo per le esalazioni della trementina che potrebbero corrodere la plastica, serve a conservare per qualche giorno l'eventuale colore avanzato, comunque anche le scatole di plastica dura dei cioccolatini (es. rocher) vanno benissimo)

- Pezzuole (per pulizia, meglio se non lasciano troppa lanugine) - Cotone bianco idrofilo (meglio se molto fine e senza grumi)

- Stuzzicadenti

- Spugnette (quelle tonde usate per il trucco vanno benissimo)

- Telo di plastica o tovaglietta (per protezione del piano di lavoro)

- Pezzo di ceramica o porcellana da dipingere (assicuratevi che il pezzo sopporti la cottura in forno, ho visto casi di oggetti letteralmente colati durante la cottura in forno, con grave danno anche ad altri pezzi dipinti, contenuti nello stesso forno)

Forno di Cottura (ovviamente questo lo trovate nei colorifici che offrono questo servizio, oppure, ultimamente, in alcune scuole elementari).

Tecniche di esecuzione

Prima di una vera e propria lezione, credo sia meglio iniziare prendendo confidenza con i materiali elencati e con il loro uso.

I colori

I colori per la pittura su porcellana sono venduti in polvere ed il loro costo, piuttosto elevato, è dato dai materiali preziosi che li compongono. La resa tuttavia è molto alta e con pochi grammi di colore potrete lavorare a lungo. I colori vanno impastati singolarmente e vengono successivamente mischiati sulla tavolozza, tenendo presente che:

il giallo non va mai mischiato direttamente con il rosso perché in cottura potrebbe bruciare (cioè scomparire)

il rosso va usato piuttosto leggero perché, se steso troppo pesante, potrebbe risultare una volta cotto troppo cupo, tendente al marrone

il viola puro va mescolato molto a lungo e comunque tende sempre ad essere di consistenza piuttosto granulosa

il blu e l'azzurro in genere sono piuttosto difficili da stendere omogenei; ricordate che i blu cobalto che vedete sulla porcellana, in genere sono dati direttamente in fabbrica sotto la cristallina (un esempio è il ROYAL COPENAGHEN)

il bianco viene usato principalmente per i ritocchi e gli effetti finali, difficilmente viene usato come colore, in quanto si preferisce sfruttare il bianco naturale della porcellana sfumando e tamponando il colore, fare attenzione a non dare strati pesanti di colore perché potrebbero staccarsi in cottura.

Esiste poi il Bianco a rilievo, usato principalmente per le rifiniture e per dare tocchi di luce o rilievo a lavori ultimati; di solito viene preferito al bianco normale.

Per cominciare è meglio attenersi ai colori di base acquistando soltanto i colori primari che potrete amalgamare tra loro per ottenere diverse sfumature, evitando colori particolari quali lustri o metallizzati od altro per i quali si necessita di una diversa tecnica e di altre essenze per amalgamarli. Un discorso a parte vale per l'oro, che, visto il costo molto elevato, è meglio usare solo quando si ha un pò di padronanza della tecnica. Tenete presente che eventuali filettature in oro, a volte necessarie per abbellire il pezzo, possono essere eseguite (a pagamento) da coloro che effettuano la cottura dei pezzi.

La preparazione dei colori

Passiamo ora alla preparazione dei colori: Immergere la punta della spatola nel colore e prelevarne una piccola quantità, posarla sulla tavolozza (pulita e sgrassata), aggiungere una piccola quantità di essenza grassa ed iniziare a sciogliere il colore roteando fermamente la spatola. Il colore deve sciogliersi ma restare molto consistente. Aggiungere quindi, per fluidificare leggermente, qualche goccia di essenza di trementina direttamente con la spatola ed in ultimo una goccia o due di lavanda che serve per tenere fluido più a lungo il colore. Questa operazione è la più importante, poiché l'esatta consistenza del colore influisce moltissimo sulla riuscita dell'opera. Ricordate che se il colore è troppo grasso (quindi troppa essenza grassa o trementina), potrà colare in cottura; mentre se al contrario è troppo magro (troppo diluito e troppa lavanda), potrà staccarsi a pezzi (scrostarsi) dopo la cottura. Inoltre un colore troppo magro renderà difficoltosa la tamponatura dell'oggetto e dopo la cottura l'oggetto risulterà opaco. Per la colorazione a pennello il colore dovrà essere piuttosto consistente e non troppo lucido all'apparenza; mentre per il delineo (da eseguirsi con il pennino) il colore dovrà essere molto fluido e questo lo si ottiene aggiungendo al colore più lavanda. Ricordate sempre che la lavanda smagrisce il colore, mentre la trementina lo ingrassa. Durante il lavoro il colore esposto all'aria indurisce quindi ogni tanto va rimescolato, aggiungendo all'occorrenza qualche goccia di trementina, che comunque evapora in massima parte mentre il colore viene spatolato. I colori possono essere conservati (se puliti) per qualche giorno sulla tavolozza chiusa ermeticamente in una scatola. Meglio, prima di riporli, aggiungere ad ogni colore'qualche goccia di lavanda, serve a tenerli morbidi. Ricordarsi di tenere sempre il piano di lavoro pulito da pelucchi e polvere. Non sempre infatti questi bruciano in cottura, a volte se amalgamati nel colore, rimangono presenti nell'oggetto anche dopo cotto, con un effetto antiestetico.

Glossario

Ultimiamo questa prima lezione con un breve ragguaglio su alcuni termini “tecnici.

Delineo è il disegno eseguito direttamente sul pezzo con il pennino intinto nel colore; il colore viene diluito sino ad una fluidità ottimale, usando l'essenza di lavanda.

Tamponatura è il colore steso a pennello, a volte su aree piuttosto grandi; viene tamponato con la spugnetta al fine di renderlo omogeneo o allo scopo di creare particolari sfumature o sfondi.

Delacco, viene fatto usando una particolare sostanza (denominata appunto delacco), che serve ad isolare temporaneamente una parte del disegno (gia cotto precedentemente), in modo da poter applicare del nuovo colore senza sporcare la parte protetta dal delacco. Una volta steso sul disegno, si può tamponare ad esempio lo sfondo. In seguito il delacco, che è diventato nel frattempo una sottile pellicola di colore violaceo, viene rimosso lasciando il disegno sottostante pulito.

Ricalco è il disegno da riportare sulla porcellana; in genere viene eseguito o ricalcato direttamente dall'originale su una carta da lucido. La carta viene poi rivoltata ed il disegno viene ripassato sul retro con una matita morbida. Poi la carta da lucido viene fissata con del nastro adesivo sulla porcellana (con il retro ripassato con la matita morbida a contatto diretto con la porcellana). Una volta fissata la carta, il disegno viene ripassato sul diritto con una biro a punta fine (meglio se esaurita per non sporcare la carta da lucido) in modo da fissare a ricalco il disegno sulla porcellana.

Esercitazione

Ora sapete quasi tutto sul colore e sul materiale necessario per affrontare questa tecnica e se vi sentite in grado di provarci, posso accompagnarvi passo passo nella realizzazione di un oggetto molto semplice, che a seconda del soggetto da voi scelto, può essere riferito al periodo Natalizio od altro. La mia proposta è un semplice sottopentola, oppure un piattino portadolci, raffigurante un pupazzo di neve. Ho scelto questo soggetto per due motivi: primo l'avvicinarsi delle feste, secondo perché non necessita di uno sfondo tamponato, che affronteremo in seguito. Il soggetto è molto semplice e potete comunque variarlo a seconda di quello che avete a vostra disposizione. Se volete mantenere lo stesso soggetto, all'interno del mio sito nella sezione dedicata al natale, trovate la foto ingrandita del sottopentola, stampatela ed avrete a vostra disposizione il disegno di partenza. Altrimenti una qualsiasi altra immagine raffigurante dei pupazzi di neve può servire allo scopo.

Dovrete procurarvi il seguente materiale:

- Essenza grassa per impastare il colore

- Trementina

- Essenza di lavanda

- Spatola - Pennelli

- Una lastra di vetro da usarsi come tavolozza

- Un porta pennini corredato di 2 o 3 pennini

- Un foglio di carta da lucido

- Colori : oltre al nero, almeno i colori primari giallo, rosso, verde, bruno, marrone, bianco, bianco a rilievo

- Una spugnetta per tamponare (parlo di una tamponatura leggerissima)

- Straccetti

- vasetti vuoti in vetro 

- tovaglietta per proteggere il piano di lavoro

- Oggetto in porcellana da dipingere (sottopentola o piattino scegliete voi)

Preparate il vostro piano di lavoro pulito e con tutti gli oggetti a vostra disposizione. Posizionate la carta da lucido sopra l’immagine prescelta e ripassate con una matita a punta fine il disegno sottostante. Finita questa operazione, rivoltate la carta da lucido e ripassate il disegno, sul retro della carta, con una matita a punta morbida. Ora fissate con del nastro adesivo la carta da lucido all’oggetto in porcellana, con la parte ripassata con la matita a punta morbida a contatto con la porcellana. Ripassate di nuovo il disegno con una penna biro, meglio se esaurita, in modo da non sporcare la vostra carta da lucido. Rimuovete la carta: sulla porcellana dovrebbe trovarsi il vostro disegno. Potete usare anche della semplice carta copiativa, ricalcando direttamente il disegno originale, ma assicuratevi di usare una carta leggera, in modo che il ricalco risulti molto leggero, appena visibile. Questi tratti bruceranno in cottura, ma se troppo spessi potrebbero creare difficoltà al vostro delineo. Ovviamente, se ne avete la capacità, potete disegnare direttamente il soggetto sulla porcellana usando l’apposita matita grassa. Iniziate impastando il nero con l’essenza grassa, fino ad ottenere una consistenza molto pastosa, aggiungete qualche goccia di trementina per fluidificare il colore, che deve essere piuttosto liquido per poter usare il pennino; la densità dell’impasto è fondamentale per la riuscita del delineo. Infatti, se l’impasto è troppo consistente, il colore non scivolerà fluido dal pennino; al contrario, se troppo fluido, il colore tenderà a sbiadire e sbavare con un tratto troppo largo. Quindi è molto importante trovare la giusta misura: se risultasse troppo liquido, aggiungete polvere di colore, se è troppo denso aggiungete trementina, rimescolate spesso il colore ed aggiungete trementina ogni qual volta vi sembri troppo duro…ricordate che la trementina evapora velocemente mentre impastate il colore. Potete aggiungere, al posto della trementina, l’essenza di lavanda, tiene il colore più morbido più a lungo…. Fatto il colore procedete al delineo del vostro disegno, ripassando la vostra traccia con il nero a pennino, il tratto deve essere il più fluido sottile e preciso possibile. Se sbagliate potete cancellare usando uno stuzzicadenti su cui avrete arrotolato del cotone idrofilo. Bagnatelo con la saliva e passate sopra il tratto da cancellare o pulite eventuali sbavature di colore. Questo sistema è il più usato per le eventuali correzioni e per la pulitura e rifinitura del vostro lavoro (quindi tenete sempre a vostra disposizione un sacchettino di cotone e una scatola di stuzzicadenti). Attenzione a non far andare fibre di cotone nel colore. Se impastate nel colore non bruciano in cottura. Finito il delineo, il vostro pezzo è pronto per la sua prima cottura. Una volta cotto, procederemo alla colorazione vera e propria del disegno. Impastate i colori che vi servono sulla vostra tavolozza. In questo caso servono: il rosso fiore, il giallo, il bruno, il verde, il marrone, il bianco ed il bianco a rilievo. Una volta impastati i colori, aggiungete al giallo una goccia di lavanda e con un pennello medio, stendete il colore attorno alla figura del pupazzo di neve. Tamponate velocemente il colore attorno al pupazzo e ripulite dal colore sbavato le parti interne delle figure, in questo modo avrete dato la sfumatura del cielo e della neve. Ripulite anche l’interno dei fiocchi di neve. Se non volete effettuare questa operazione di pulizia, potrete proteggere le figure con il delacco. Basterà stendere il prodotto con l’apposito pennello sopra le parti da proteggere, facendo attenzione a non uscire dai tratti del delineo. Una volta asciutto il delacco, si procederà alla normale tamponatura e, non appena il colore tamponato sarà abbastanza secco, si potrà togliere il delacco, usando un pennino spuntato. Il prodotto si toglierà facilmente come una leggera pellicola protettiva. Aspettate che il colore tamponato secchi e procedete alla coloritura del vostro disegno. Procedete sempre colorando prima la parte in secondo piano e per ultima la parte in primo piano. Cercate di creare le zone d’ombra usando colori più scuri che otterrete mischiando tra loro i vari colori, a volte intingendo addirittura il pennello in più colori contemporaneamente. Ricordate però che, una volta che il colore è asciugato, è impossibile effettuare correzioni senza cancellare il colore precedente e creare un pasticcio. Pertanto create le sfumature ed i ritocchi solo sul colore ancora fresco. Con la spugnetta potrete tamponare leggermente il colore per togliere i segni delle pennellate e renderlo più omogeneo, creando al contempo delle leggere sfumature. Non è facilissimo lo comprendo, soprattutto spiegato a sole parole, ma lo si apprende con il tempo e l’esercizio. In soggetti più complicati, si stende il colore base, si effettua una seconda cottura e si creano luci ed ombre nel passaggio successivo, da effettuarsi sul colore cotto. Da tenere presente che si può sempre scurire, ma mai schiarire dopo la cottura! Per le parti bianche viene sfruttato il bianco della porcellana, quindi non vanno colorate. Consiglio però di colorare con il bianco l’interno dei fiocchi di neve. Passate poi sul colore secco, facendo attenzione a non sbagliare, il bianco a rilievo, per dare gli ultimi tocchi. Potete così rifinire le greche della sciarpa, i puntini negli occhi e la pelliccia di babbo Natale e del cappello del pupazzo di neve. Eventualmente anche il bianco dello scoiattolo, ma solo con piccoli tocchi, non stendendo il colore omogeneo.  Il bianco a rilievo, va impastato piuttosto denso e va steso con il pennello. Come dice già il nome, serve a dare risalto ad alcuni particolari o a creare effetti i luce. Ma va usato con attenzione, perché, se dato troppo spesso, può saltare via a schegge dopo la cottura.  Per la pelliccia, coloratela usando del grigio per le zone d’ombra, che potrete ottenere miscelando sulla tavolozza il bianco (normale non a rilievo) ed il nero, e sfruttando il bianco della porcellana per le zone di luce.  Importante: i colori non vanno mischiati in polvere, ma solo sulla tavolozza. Una volta finita la coloritura, il vostro pezzo è pronto per la seconda cottura e successivamente a far mostra di se nella vostra casa!

 

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